Cerchi una città d’arte nell’entroterra del Salento, dove Medioevo, barocco e tradizioni popolari convivono a pochi passi l’uno dall’altro? Questa guida ti porta a Galatina, «San Pietru» in dialetto: la Basilica di Santa Caterina d’Alessandria con i suoi affreschi del Quattrocento, piazza San Pietro e la Chiesa Madre, la cappella di San Paolo e la storia delle tarantate, il Museo civico Pietro Cavoti, il pasticciotto, le frazioni e il mare più vicino, con consigli pratici e curiosità locali.
In breve
Galatina è una città di circa 25.000 abitanti nel cuore del Salento (Lecce), a 78 metri sul mare e a circa 25 km da Lecce. Il suo gioiello è la Basilica di Santa Caterina d’Alessandria, costruita alla fine del Trecento dagli Orsini del Balzo e quasi interamente coperta di affreschi del primo Quattrocento: per questo molti paragonano Galatina ad Assisi. Nel centro storico ci sono piazza San Pietro con la Chiesa Madre barocca dei Santi Pietro e Paolo, la cappella di San Paolo, legata alla storia delle tarantate, e il Museo civico Pietro Cavoti. Dal 28 al 30 giugno la città festeggia i suoi patroni, Pietro e Paolo. Il comune ha tre frazioni: Noha, Collemeto e Santa Barbara. Il mare più vicino è a 17 km, a Santa Maria al Bagno, sulla costa ionica. I mesi migliori sono aprile, maggio, giugno e settembre.
Cos’è Galatina?
Galatina, che fino al 1861 si chiamava San Pietro in Galatina, è una città dell’entroterra del Salento, in provincia di Lecce, tra Lecce e Gallipoli. Ha il titolo di città dal 1793 ed è conosciuta come città d’arte: il centro storico, raccolto tra le antiche porte, custodisce una delle chiese gotiche più importanti della Puglia, chiese barocche in pietra leccese, palazzi nobiliari e corti. Il comune comprende anche tre frazioni: Noha, a sud-est, quasi unita alla città, e Collemeto e Santa Barbara, a nord-ovest.
Galatina è una cittadina viva tutto l’anno, che la sera si ritrova tra piazza San Pietro e piazza Alighieri. Il centro storico si gira bene a piedi: vicoli lastricati, portali scolpiti, balconi in ferro battuto, corti nascoste dietro i palazzi e, ogni pochi passi, una chiesa. Al centro di tutto c’è Santa Caterina d’Alessandria, una basilica che da fuori sembra sobria e che dentro sorprende, con pareti, volte e pilastri coperti di affreschi.
Non è un paese di mare, ma è quasi a metà strada tra le due coste: in meno di mezz’ora arrivi sul mare ionico di Santa Maria al Bagno, Santa Caterina e Gallipoli, e in poco più di mezz’ora a Otranto, sull’Adriatico. Anche Lecce è a mezz’ora d’auto. È il Salento per chi ama l’arte, la storia e le tradizioni popolari, e per chi vuole capire da dove viene la pizzica. In questa guida trovi come arrivare, cosa vedere, dove fare il bagno e come organizzare la giornata, anche nei dintorni.
Curiosità e atmosfera
Il nome antico della città era San Pietro in Galatina: la tradizione racconta che l’apostolo Pietro si sia fermato qui durante il suo viaggio da Antiochia a Roma. Solo dopo l’Unità d’Italia, nel 1861, la città riprese il nome di Galatina. Il casale compare nei documenti alla fine del XII secolo e nel Medioevo era un centro di lingua e di rito greco, come i paesi vicini. Oggi Galatina non fa parte della Grecìa salentina, l’area dove si parla ancora il grico, ma confina con alcuni dei suoi comuni, come Soleto e Corigliano d’Otranto; in grico il suo nome è «As Pètro». Lo stemma racconta questa storia: le chiavi di San Pietro, concesse secondo la tradizione da papa Urbano VI, la civetta sacra ad Atena, aggiunta nel Cinquecento per ricordare le origini greche, e la corona. Il titolo di città arrivò nel 1793, con un decreto del re Ferdinando IV.
Il grande momento di Galatina arrivò con gli Orsini del Balzo: alla fine del Trecento Raimondello Orsini del Balzo fece costruire la chiesa di Santa Caterina, il convento e l’ospedale, e la moglie Maria d’Enghien e il figlio Giovanni Antonio completarono l’opera e la fecero affrescare. Nel 1485 la città passò a Giovanni Castriota, figlio del condottiero albanese Scanderbeg, primo duca di Galatina. Ma Galatina è conosciuta in tutta Italia anche per un’altra storia, quella del tarantismo: per secoli, intorno al 29 giugno, festa dei santi Pietro e Paolo, arrivavano qui da tutto il Salento le «tarantate», soprattutto donne che lavoravano nei campi e che si credevano morse dalla taranta, per chiedere la grazia a San Paolo nella sua cappella. Si diceva invece che i galatinesi, protetti dal santo, non venissero mai morsi. Trovi luoghi ed eventi sul sito del Comune di Galatina.
Dove si trova e come raggiungerla
Galatina si trova nel Salento centrale, nell’entroterra della provincia di Lecce, quasi a metà strada tra la costa ionica e quella adriatica: confina con Copertino e Lequile a nord, Soleto e Corigliano d’Otranto a est, Sogliano Cavour, Cutrofiano, Aradeo e Seclì a sud, Galatone e Nardò a ovest. Lecce è a circa 25 km, il mare più vicino, a Santa Maria al Bagno, a 17 km, Gallipoli a 24 km, Otranto a 33 km e Santa Maria di Leuca a circa 52 km.
In auto: da Lecce si prende la SS101 in direzione Gallipoli e si esce verso Collemeto e Galatina: circa mezz’ora senza traffico. Nel centro storico le strade sono strette e in parte pedonali: lascia l’auto nelle vie intorno e gira a piedi. Nei giorni della festa patronale, a fine giugno, la sera il centro è chiuso al traffico: parcheggia appena entri in città e prosegui a piedi.
Con i mezzi: Galatina ha una stazione sulla linea Lecce-Gallipoli delle Ferrovie del Sud Est, a meno di un chilometro dal centro storico: controlla orari ed eventuali bus sostitutivi prima di partire. I treni nazionali arrivano a Lecce. L’aeroporto di Galatina è militare e non ha voli di linea: l’aeroporto più comodo è Brindisi, a circa 70 km, poco più di un’ora di auto.
Cosa fare e cosa vedere
Galatina si visita bene in una giornata: la mattina la basilica, il chiostro e piazza San Pietro, il pomeriggio il museo, le porte e le chiese barocche, oppure il mare. Ecco le esperienze da non perdere.
1. La Basilica di Santa Caterina d’Alessandria (1-2 ore)
È il motivo per cui si arriva fin qui. La basilica, su piazzetta Orsini, fu voluta da Raimondello Orsini del Balzo, che secondo la leggenda era tornato da un viaggio sul Monte Sinai con una reliquia di Santa Caterina, un dito, ancora custodito nel tesoro della chiesa; la data 1391 è incisa sull’architrave della porta laterale di sinistra. La facciata, in stile romanico pugliese, ha tre cuspidi, un grande rosone e tre portali scolpiti nella pietra leccese: quello centrale ha un piccolo protiro su due colonne sorrette da leoni e, sull’architrave, Cristo tra i dodici apostoli. L’interno, lungo una cinquantina di metri, è a cinque navate e termina con un coro ottagonale aggiunto verso la metà del Quattrocento da Giovanni Antonio Orsini del Balzo, che vi ha il suo monumento funebre; quello del padre Raimondello è nel presbiterio. Ma la vera meraviglia sono gli affreschi, fatti eseguire in gran parte da Maria d’Enghien nella prima metà del Quattrocento da pittori di scuola giottesca e senese: le Storie dell’Apocalisse, il ciclo più grande, la Genesi, i Sette Sacramenti, le Gerarchie angeliche, la Vita di Cristo, le Storie della Vergine e, nel presbiterio, diciassette scene della vita di Santa Caterina. In un ambulacro c’è anche un Sant’Antonio abate firmato da un certo «Franciscus de Arecio». Monumento nazionale dal 1870 e basilica minore dal 1992, è affidata ai frati minori francescani. Chi visita da solo entra liberamente, senza prenotazione; i gruppi devono prenotare. La basilica è aperta tutti i giorni, la mattina e il pomeriggio, ma durante le messe e in alcuni giorni le visite sono sospese: controlla orari ed elenco delle chiusure sul sito della basilica.
2. Il chiostro, il convento e Palazzo Orsini (30-45 minuti)
Accanto alla basilica c’è il convento dei frati francescani, ricostruito tra il Cinquecento e il Seicento al posto di quello degli Orsini. Il suo chiostro, con un pozzo al centro, fu affrescato nel 1696 da fra’ Giuseppe da Gravina con le storie di San Francesco e dei santi francescani. Dopo il 1866 il convento divenne un carcere e ospitò anche i carabinieri: solo in seguito è tornato interamente ai frati. Poco più in là, in via Umberto I, Palazzo Orsini era l’antico ospedale di Santa Caterina, fondato da Raimondello per accogliere malati, poveri e pellegrini: oggi è il municipio, e nell’atrio si vedono gli stemmi degli Olivetani e degli Aragonesi e un altorilievo con un cavaliere. La basilica ha anche un suo museo: chiedi in basilica giorni e orari di apertura.
3. Piazza San Pietro e la Chiesa Madre dei Santi Pietro e Paolo (30-45 minuti)
Piazza San Pietro è il cuore del centro storico. Qui si alza la Chiesa Madre, dedicata ai patroni Pietro e Paolo: sorge dove già a metà del Trecento c’era una chiesa in cui si celebrava in rito greco, fino ai tempi di papa Sisto IV, alla fine del Quattrocento. Fu ricostruita a partire dal 1621, divenne collegiata nel 1664 e fu completata solo nel 1770, come ricorda un’iscrizione sulla facciata. La facciata barocca in pietra leccese, su due ordini, è piena di statue: al centro l’Immacolata, poi San Pietro, San Paolo, San Giuseppe e altri santi. All’interno, a tre navate, la volta è affrescata con le storie di San Pietro, dipinte nel 1875 dal napoletano Vincenzo Paliotti. Nei giorni della festa patronale, in questa piazza e nelle vie intorno si suonano le ronde di pizzica fino a notte fonda.
4. La cappella di San Paolo e la storia delle tarantate (15-30 minuti)
A pochi passi dalla Chiesa Madre, in via Garibaldi, c’è una piccola cappella privata del Settecento, inserita in un palazzo: è la cappella di San Paolo, che tutti chiamano «cappella delle tarantate». Secondo la tradizione qui sorgeva la casa che aveva ospitato l’apostolo Paolo, che per ringraziare avrebbe dato al padrone di casa e ai suoi discendenti il potere di guarire chi era stato morso da ragni, scorpioni e serpenti, con il segno della croce e con l’acqua del pozzo. Lo storico domenicano Alessandro Arcudi, nel 1699, racconta di due donne guaritrici, Francesca e Polisenna Farina, che lasciarono la casa alla città con l’obbligo di costruirvi una cappella dedicata al santo. Per secoli, fino alla fine degli anni Cinquanta del Novecento, il 29 giugno le tarantate arrivavano qui dopo giorni di cura a casa, con i suonatori di tamburello, violino e organetto: bevevano l’acqua del pozzo, pregavano e ballavano per chiedere la grazia. Nel 1959 l’antropologo Ernesto De Martino venne in Salento con un gruppo di studiosi, tra cui lo psichiatra Giovanni Jervis, l’etnomusicologo Diego Carpitella e il fotografo Franco Pinna, e osservò anche le tarantate nella cappella. Da quella ricerca nacque nel 1961 «La terra del rimorso», il libro che ha fatto conoscere il tarantismo in tutta Italia e che lo descrive come un fenomeno religioso e culturale, in cui la taranta è un simbolo più che un ragno vero. Oggi la cappella conserva l’altare con la tela di San Paolo e il pozzo, ormai chiuso; è privata, quindi chiedi all’Info Point se e quando si può vedere all’interno. Il 29 giugno torna al centro della festa, con la rievocazione del rito e la musica popolare: guarda con rispetto, perché per qualcuno è ancora un luogo di devozione.
5. Le porte, i palazzi e le chiese barocche del centro storico (1-2 ore)
Il centro storico era chiuso da mura e da cinque porte; ne restano tre. Porta Luce, a ovest, ricostruita nel 1795, prende il nome dal vicino santuario della Madonna della Luce; Porta Nuova, detta anche Porta San Pietro, a nord, ha l’aspetto settecentesco e in cima la statua del santo; Porta Cappuccini, a est, fu aperta nel 1725 e rifatta nel 1803. In via Vittorio Emanuele II si incontrano il Palazzo del Sedile, del Quattrocento, antica sede del governo cittadino, con il più antico stemma della città scolpito sulla facciata, e la Torre dell’Orologio, costruita dopo l’Unità d’Italia, dove oggi c’è l’Info Point turistico. In piazza Alighieri si affaccia il Palazzo Ducale, nato come castello al tempo dei Castriota Scanderbeg, con lo stemma degli Spinola sul portale. Tra un palazzo e l’altro trovi le chiese barocche in pietra leccese: la chiesa del Carmine, con la facciata piena di statue e un presepe in pietra del 1650, la chiesa dell’Addolorata, del 1710, con il soffitto a cassettoni e un grande altare scolpito, la chiesa delle Anime Sante del Purgatorio, a pianta ottagonale, con le statue di cartapesta, e la chiesa di Santa Maria della Grazia, dei Domenicani, accanto al Palazzo della Cultura. Vicino alla villa comunale c’è anche la fontana «Lampada senza luce», dello scultore galatinese Gaetano Martinez, esposta alla Biennale di Venezia nel 1936. Molti palazzi sono privati e si ammirano dall’esterno.
6. Il Museo civico Pietro Cavoti (1 ora)
Nel Palazzo della Cultura «Zeffirino Rizzelli», l’ex convento dei Domenicani in piazza Alighieri, con l’ingresso dalla piazzetta di via Cafaro, c’è il Museo civico Pietro Cavoti, nato nel 1936. È intitolato al disegnatore e studioso galatinese che nell’Ottocento ritrasse gli affreschi di Santa Caterina e, da ispettore dei monumenti di Terra d’Otranto, ne seguì il restauro. Le sale raccolgono i suoi disegni, le sculture di Gaetano Martinez, una pinacoteca con dipinti dal Seicento all’Ottocento, cimeli della storia cittadina, pergamene e una galleria d’arte contemporanea. Una sezione è dedicata al tarantismo, con le fotografie scattate da Giovanni Valentini negli anni Settanta, i quadri di Luigi Caiuli e una raccolta di scritti sul fenomeno dal Trecento al Novecento. A febbraio 2026 il museo era aperto dal lunedì al venerdì, la mattina e il pomeriggio, e chiuso nel fine settimana; d’estate gli orari cambiano: verificali sul sito del Polo Bibliomuseale prima di andare.
7. Il pasticciotto galatinese (una pausa)
Galatina rivendica la nascita del pasticciotto, il dolce di pasta frolla ripieno di crema pasticcera che in Salento si mangia a colazione, anche caldo o tiepido. Secondo un racconto molto diffuso sarebbe nato nel 1745 nella bottega di una famiglia di pasticcieri galatinesi, durante la festa di San Paolo, da un avanzo di pasta frolla e di crema cotto in un piccolo stampo; non ci sono documenti che lo confermino, ma la tradizione è forte, e il pasticciotto di qui si riconosce dalla cupola alta e dal colore ambrato. Nel 2021 il Comune ha annunciato la registrazione del marchio «Pasticciotto di Galatina», e il pasticciotto è tra i prodotti agroalimentari tradizionali della Puglia. Assaggialo appena sfornato, in una delle pasticcerie del centro.
Il mare più vicino e a chi piace
Galatina è nell’entroterra, ma il mare non è lontano: il più vicino è quello della costa ionica, a 17-25 km, tra i venticinque minuti e la mezz’ora di auto. Il primo che incontri, passando per Galatone, è Santa Maria al Bagno, marina di Nardò, a 17 km: un piccolo borgo sul mare, frequentato d’estate da molte famiglie di Galatina, Galatone e Nardò, con i resti della torre cinquecentesca detta delle Quattro Colonne e il Museo della Memoria e dell’Accoglienza, che ricorda i profughi ebrei accolti qui tra il 1943 e il 1947. Poco più a nord, a 20 km, c’è Santa Caterina, con la costa bassa e rocciosa e le sue torri di avvistamento, e subito dopo il Parco naturale regionale di Porto Selvaggio, con la pineta e la costa frastagliata. A 24 km c’è Gallipoli, con il centro storico sull’isola e, più a sud, le spiagge di sabbia della sua costa, fino a Punta della Suina, a circa 29 km. Leggi la nostra guida a Gallipoli. Sulla costa adriatica, in poco più di mezz’ora arrivi a Otranto, a 33 km.
Galatina è perfetta per chi ama l’arte e la storia, per chi vuole conoscere la musica e le tradizioni popolari del Salento, per chi viaggia in primavera e in autunno e per chi cerca una città vera, viva tutto l’anno, a mezz’ora sia da Lecce sia dal mare. È meno adatta a chi vuole uscire di casa e trovarsi in spiaggia o a chi cerca la vita notturna delle marine: per quello ci sono Gallipoli e la costa.
Spiaggia libera e servizi
Sulla costa tra Santa Maria al Bagno e Santa Caterina il mare si raggiunge soprattutto dagli scogli bassi, con qualche piccolo tratto di sabbia; a Porto Selvaggio la costa è rocciosa, tra la pineta e il mare. Le spiagge di sabbia, con stabilimenti balneari e tratti liberi, sono soprattutto a sud di Gallipoli. Verifica sul posto accessi, parcheggi ed eventuali zone a pagamento; nelle marine molti locali sono aperti soprattutto d’estate. A Galatina trovi bar, pasticcerie e ristoranti tutto l’anno.
Sugli scogli porta scarpette e maschera; sulla sabbia ombrellone, acqua e crema solare. Con il mare mosso non scendere sugli scogli e resta dove tocchi.
Galatina vs altre città del Salento
Nel Salento le città d’arte e i borghi sono vicinissimi. Ecco un confronto pratico per scegliere:
Galatina vs Lecce
- Galatina: una città più piccola e tranquilla, con una delle chiese gotiche più importanti della Puglia, la storia delle tarantate e il pasticciotto
- Lecce: il capoluogo, la città del barocco, con più musei, locali e vita serale, a mezz’ora d’auto. Leggi la nostra guida a Lecce
Galatina vs Soleto e Corigliano d’Otranto
- Galatina: la città più grande, con la basilica, il museo e la vita di tutti i giorni
- Soleto e Corigliano d’Otranto: due piccoli paesi della Grecìa salentina, a 5-15 minuti, con la Guglia di Soleto e il Castello de’ Monti; a Corigliano si parla ancora il grico, soprattutto tra gli anziani
Galatina vs Ruffano
- Galatina: la festa dei santi Pietro e Paolo a fine giugno, con la memoria delle tarantate e le ronde di pizzica in piazza San Pietro
- Ruffano: un borgo delle Serre salentine, più a sud, famoso per la Notte di San Rocco a Torrepaduli, a metà agosto, con le ronde della pizzica scherma. Leggi la nostra guida a Ruffano
Quando scegliere Galatina: se ami l’arte medievale e le tradizioni popolari, vuoi vedere gli affreschi di Santa Caterina e cerchi una tappa comoda tra Lecce e il mare ionico.
Quando scegliere altro: se vuoi il mare sotto casa, guarda le marine della costa ionica, da Santa Maria al Bagno a Gallipoli; se cerchi scogliere e grotte, la costa adriatica, tra Otranto e Santa Maria di Leuca.
Consigli pratici
Per la basilica vai la mattina: d’estate nelle ore centrali fa caldo, chiese e musei possono essere chiusi e durante le messe le visite si fermano. Prima di partire controlla orari e giorni di chiusura sul sito della basilica, e ricorda che il Museo Cavoti, con l’orario invernale, nel fine settimana è chiuso. Per entrare in chiesa vestiti in modo adeguato e rispetta le celebrazioni. All’Info Point, nella Torre dell’Orologio in via Vittorio Emanuele II, trovi informazioni sulla città e sugli eventi; organizza anche visite guidate del centro storico per i gruppi.
Il giovedì c’è il mercato settimanale: trovi giorni e paesi nella nostra guida ai mercati settimanali del Salento. Se vieni per la festa di fine giugno, arriva presto, lascia l’auto fuori dal centro e porta scarpe comode: la sera le vie si riempiono fino a tardi. Per il mare ricorda che Galatina è più vicina alla costa ionica: in meno di mezz’ora sei a Santa Maria al Bagno o a Gallipoli.
Info utili pratiche
| 📍 Dove | Galatina (Lecce), nel Salento centrale, a 25 km da Lecce, 17 km dal mare di Santa Maria al Bagno e 24 km da Gallipoli |
|---|---|
| 🚗 Parcheggio | Nelle vie intorno al centro storico, che si gira a piedi; nei giorni della festa di fine giugno la sera il centro è chiuso al traffico |
| ♿ Accesso | Centro storico in piano, con strade lastricate; basilica e Chiesa Madre con alcuni gradini all’ingresso |
| 🏖 Spiaggia | Niente mare in città: scogli e piccoli tratti di sabbia a Santa Maria al Bagno e Santa Caterina, a 17-20 km; sabbia a sud di Gallipoli |
| 🌊 Mare | Sulla costa ionica limpido, tra scogli bassi e spiagge di sabbia; con il mare mosso resta dove tocchi |
| 👟 Da portare | Scarpe comode per i vicoli, abiti adatti per le chiese; scarpette da scoglio, ombrellone e crema solare per il mare |
| 🍴 Mangiare | Bar, pasticcerie e ristoranti in città tutto l’anno; d’estate anche nelle marine |
| 📅 Periodo migliore | Aprile, maggio, giugno e settembre; dal 28 al 30 giugno per la festa dei santi Pietro e Paolo |
Dove dormire vicino a Galatina
A Galatina non abbiamo case: le nostre sono tutte nel sud del Salento, e da lì Galatina è una bella gita di una giornata, a 40-50 minuti di auto. La più vicina è a Marittima, sulla costa adriatica, a 34 km da Galatina: la nostra Villetta Arenosa con piscina, per 4 ospiti, con 2 stanze, 3 bagni e 80 m² su due livelli, la camera matrimoniale sotto le volte a stella, un grande giardino con piscina privata vista mare, barbecue e parcheggio privato, a meno di un chilometro dal mare. È una base tranquilla per scoprire la costa tra Castro, Santa Cesarea Terme e Tricase, a pochi minuti d’auto dalla Cala dell’Acquaviva.
Se preferisci la città, nel centro di Tricase, a 39 km da Galatina, in Corso Roma, vicino a Piazza Cappuccini, c’è la nostra Casa Amalia – Center of Tricase: un appartamento di 100 m² rinnovato nel 2024, per 4 ospiti, con una camera matrimoniale e una camera con due letti singoli, aria condizionata, cucina completa, lavatrice e lavastoviglie, a pochi passi da negozi, bar e ristoranti.
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Quando andare e quanto tempo dedicare
Aprile e maggio: il periodo ideale per girare il centro storico e i paesi intorno, con temperature miti e la campagna in fiore; il mare è ancora fresco.
Giugno: il mare è già piacevole e le giornate sono lunghissime. Dal 28 al 30 giugno Galatina festeggia i patroni, i santi Pietro e Paolo: è il momento più atteso dell’anno.
Luglio e agosto: fa caldo, e la città si vive soprattutto la sera. Visita la basilica la mattina e passa il pomeriggio al mare, a mezz’ora di auto.
Settembre e ottobre: secondo noi i mesi migliori. A settembre il mare è ancora caldo, c’è meno gente e la luce del tardo pomeriggio sulla pietra leccese è bellissima.
Da novembre a marzo: Galatina resta una città viva, perfetta per una gita culturale anche d’inverno. Il 25 novembre si ricorda Santa Caterina d’Alessandria, a cui è dedicata la basilica, e a dicembre il centro storico si anima con le iniziative di Natale.
Eventi e feste (date indicative, da verificare ogni anno sul sito del Comune di Galatina e su SalentoMe):
- Festa dei santi Pietro e Paolo, patroni della città: 28-30 giugno, con la processione la sera del 28, musica popolare e ronde di pizzica fino a notte, la rievocazione del rito delle tarantate la mattina del 29 e la giornata di San Paolo il 30
- Fiera campionaria: negli stessi giorni, nel quartiere fieristico (nel 2025 dal 27 al 30 giugno)
- La Notte delle Ronde: a fine agosto, la sera dopo il concertone della Notte della Taranta di Melpignano, come nel 2023 e nel 2024
- Natale in città: tra dicembre e inizio gennaio, con presepi, mercatini e concerti nel centro storico
Quanto tempo dedicare: mezza giornata basta per la basilica, piazza San Pietro e il centro storico; una giornata intera se aggiungi il Museo Cavoti, Soleto o il mare. Una giornata tipo:
- 8:30: colazione con il pasticciotto caldo, in centro
- 9:30: Basilica di Santa Caterina d’Alessandria e il chiostro
- 11:30: piazza San Pietro, la Chiesa Madre e la cappella di San Paolo
- 13:00: pranzo in centro
- 15:30: Museo Cavoti, nei giorni di apertura, oppure una passeggiata tra le porte e le chiese barocche
- 17:30: bagno al tramonto a Santa Maria al Bagno o passeggiata nel centro storico di Gallipoli
Dintorni e idee extra
Galatina è al centro del Salento: in pochi minuti raggiungi i paesi della Grecìa salentina e in mezz’ora Lecce e il mare. Distanze e tempi in auto sono indicativi.
Noha, Collemeto e Santa Barbara (3-10 km, 5-15 minuti): le tre frazioni di Galatina. Noha, «Nove» in dialetto, è quasi unita alla città, a sud-est: ha la chiesa di San Michele Arcangelo, ricostruita ai primi del Novecento, con altari barocchi in pietra leccese. Collemeto, a nord-ovest, lungo la statale tra Lecce e Gallipoli, è nata intorno a un’antica abbazia di epoca bizantina ed è circondata da masserie; Santa Barbara, poco più in là, verso Copertino, è una piccola località cresciuta intorno a una masseria del Cinquecento.
Soleto (4 km, 7 minuti): un paese della Grecìa salentina con la sua Guglia, un campanile alto oltre 40 metri legato agli Orsini del Balzo, gli stessi signori che fecero costruire Santa Caterina.
Corigliano d’Otranto (9 km, 13 minuti): il Castello de’ Monti, rinnovato nei primi del Cinquecento con quattro torri angolari, e un paese dove si parla ancora il grico.
Lecce (25 km, 30 minuti): il capoluogo, la città del barocco, con il suo centro storico, le chiese in pietra leccese e i musei. Leggi la nostra guida a Lecce.
Santa Maria al Bagno e Santa Caterina (17-20 km, 25 minuti): il mare più vicino, con la torre delle Quattro Colonne, il Museo della Memoria e dell’Accoglienza e, più a nord, il parco naturale di Porto Selvaggio, con la pineta e la costa rocciosa.
Gallipoli (24 km, 29 minuti): il centro storico sull’isola, il castello, la cattedrale di Sant’Agata e il porto. Leggi la nostra guida a Gallipoli.
Ruffano e Torrepaduli (24 km, 30 minuti): il borgo delle Serre salentine e la Notte di San Rocco, a metà agosto, con le ronde della pizzica scherma. Leggi la nostra guida a Ruffano.
Otranto (33 km, 35 minuti): il centro storico sul mare, la Cattedrale con il grande mosaico pavimentale e il castello aragonese.
Marittima e Castro (33 km, 40 minuti): la costa adriatica delle grotte e delle calette, dove si trova anche la nostra casa più vicina a Galatina.
Consiglio locale
Entra in Santa Caterina e, prima di guardare in alto, fermati un momento in fondo alla navata: gli affreschi raccontano una storia da leggere in ordine, dalle scene dell’Apocalisse vicino all’ingresso fino alle storie di Santa Caterina nel presbiterio. Prenditi il tempo di cercare i dettagli, come gli abiti e le armature dei soldati; lo zoom del telefono aiuta a vedere le volte.
Se puoi, organizza la visita tra il 28 e il 29 giugno: la notte del 28 il centro storico si riempie di tamburelli e di ronde, e la mattina del 29 la città ricorda le tarantate nelle vie intorno alla cappella di San Paolo. Guarda con rispetto, senza flash e senza invadere: è una memoria che per molte famiglie salentine è ancora viva.
A tavola, oltre al pasticciotto, cerca gli «africani», piccoli biscotti di tuorlo d’uovo e zucchero, e chiedi un bicchiere di vino della DOC Galatina. Se ti capita, prova anche la patata novella Sieglinde, tipica della campagna intorno alla città.
FAQ
Dove si trova Galatina?
Nel Salento centrale, in provincia di Lecce, nell’entroterra tra la costa ionica e quella adriatica, tra Lecce e Gallipoli. Lecce è a circa 25 km, Gallipoli a 24 km e il mare più vicino, a Santa Maria al Bagno, a 17 km.
Cosa vedere a Galatina?
La Basilica di Santa Caterina d’Alessandria con i suoi affreschi e il chiostro, piazza San Pietro con la Chiesa Madre dei Santi Pietro e Paolo, la cappella di San Paolo, le porte del centro storico, le chiese barocche, Palazzo Orsini e il Museo civico Pietro Cavoti.
Perché la Basilica di Santa Caterina è così famosa?
Perché è una delle chiese gotiche più importanti della Puglia, e le sue pareti, le volte e i pilastri sono quasi interamente coperti di affreschi della prima metà del Quattrocento, con le storie dell’Apocalisse, della Genesi, di Cristo, della Vergine e di Santa Caterina. Per questo molti paragonano Galatina ad Assisi.
Cos’è la cappella delle tarantate?
È la cappella di San Paolo, in via Garibaldi, vicino a piazza San Pietro. Per secoli, fino alla fine degli anni Cinquanta, il 29 giugno le tarantate arrivavano qui da tutto il Salento per bere l’acqua del pozzo e chiedere la grazia al santo. Nel 1959 le osservò anche l’antropologo Ernesto De Martino, che nel 1961 pubblicò «La terra del rimorso». Oggi il 29 giugno la festa ricorda quel rito con una rievocazione e con la musica popolare.
Il pasticciotto è nato a Galatina?
Galatina lo rivendica: secondo un racconto molto diffuso sarebbe nato qui nel 1745, in una pasticceria del paese, ma non ci sono documenti che lo confermino. Il pasticciotto galatinese ha comunque una sua tradizione, con la cupola alta e il colore ambrato, e nel 2021 il Comune ha annunciato la registrazione del marchio «Pasticciotto di Galatina».
Galatina fa parte della Grecìa salentina?
No: oggi la Grecìa salentina riunisce dodici comuni vicini, tra cui Soleto, Corigliano d’Otranto e Martano. Nel Medioevo, però, anche Galatina era un centro di lingua e di rito greco, e in grico il suo nome è «As Pètro».
Quali sono le frazioni di Galatina?
Sono tre: Noha, a sud-est, quasi unita alla città, e Collemeto e Santa Barbara, a nord-ovest, verso Copertino e la statale tra Lecce e Gallipoli.
Galatina ha il mare?
No, è nell’entroterra. Il mare più vicino è a 17 km, a Santa Maria al Bagno, sulla costa ionica; Gallipoli è a 24 km e Otranto, sull’Adriatico, a 33 km.
Come si arriva a Galatina senza auto?
In treno, con la linea Lecce-Gallipoli delle Ferrovie del Sud Est, che ha una stazione a Galatina, a meno di un chilometro dal centro storico. Controlla orari ed eventuali bus sostitutivi prima di partire; per il mare e i dintorni l’auto resta la soluzione più comoda.
Dove dormire vicino a Galatina?
Salento Prime non ha case a Galatina: la più vicina è la Villetta Arenosa con piscina a Marittima, a circa 40 minuti, per 4 ospiti, con piscina privata vista mare. Nel centro di Tricase, a una cinquantina di minuti, c’è Casa Amalia, per 4 ospiti. Da lì Galatina è una bella gita di una giornata.
Conclusione
Galatina è il Salento dell’arte e della memoria: una basilica gotica coperta di affreschi, una piazza barocca, una piccola cappella che racconta la storia delle tarantate e un dolce che in Salento si mangia a colazione. Dedicale almeno mezza giornata, con calma, e se puoi torna a fine giugno, per la festa dei santi Pietro e Paolo.
Le nostre case sono nel sud del Salento, a 40-50 minuti di auto: a Marittima c’è la nostra Villetta Arenosa con piscina, per 4 ospiti, con piscina privata vista mare, e nel centro di Tricase Casa Amalia, per 4 ospiti. Trovi le nostre case della zona nelle pagine case vacanza a Marittima e case vacanza a Tricase.
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Foto di copertina: Fabrizio Garrisi, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons, ritagliata


